
Mentre scrivo sono di guardia in ospedale. Le guardie si vedono subito come andranno. Ci sono quelle serate in cui arrivi e c’è una calma piatta, una leggerezza nei movimenti degli infermieri, pazienti sorridenti. Alcuni ti tocca svegliarli per dargli il sonnifero. E sono sere che sai che andranno lisce come l’olio. Poi ci sono le sere ove c’è calma ma nervosa. Quelle in cui avverti che sta per arrivare il cataclisma. Un po’ come delle piccoli luci sismiche, senti qualcosa nell’aria come i cani prima dei terremoti. Generalmente a un certo punto della notte o magari in tarda serata arriva l’urgenzona , ti scatta l’adrenalina, infili tubi in qualche vena centrale, salvi qualche vita, parli con aria da buono ma potente con i parenti e vedi il ringraziamento nei loro occhi e ti sembra che le forme dell’esistenza ritrovino un allineamento perfetto. Infine ci sono le serate come queste. Quelle in cui si verificano una serie di eventi, assolutamente senza senso, clinici e non, con un andamento pressoché continuo. Il senzatetto che si infila in un letto d’ospedale e tu che, tuo malgrado, per motivi medico legale, sei costretto a farlo alzare e la polizia che interviene in tenuta antisommossa neppure fosse uno dell’Isis. Oppure, per es scatta l’allarme antincendio su tre piani con una voce da Belfagor che urla insistentemente di abbandonare il reparto, e vecchini ed energumeni extracomunitari che si aggirano impauriti, senza ovviamente che esista alcun incendio e con l’arrivo del tecnico reperibile a sbloccare l’allarme che ti fa capire cosa significa vedere la Madonna. Ti chiamano alle tre di notte per una a cui sono gonfiati i genitali (la famosa urgenza notturna nel libro Medical Emergencies al capitolo Gonfiore dei genitali nell’emergenza-urgenza….e soprattutto gonfiano anche i tuoi come reazione…). Ti telefona un paziente alle 5 del mattino lamentando che perde sangue con le urine e poi scopri che ti sta chiamando con il suo cellulare dal reparto di Medicina di un altro ospedale di un’altra città ove è ricoverato. Ti arriva una telefonata per un plausibile trapianto di rene e tu chiami il ricevente a fare la dialisi di routine pretrapianto e lui ti dice che l’indomani è impegnato con la fidanzata e non crede di potercela fare per il trapianto.
Ecco, dopo una notte così, la mattina te ne vai con la speranza di trovare qualcuno per strada da poter investire per poi ripassarci sopra a marcia indietro. E io stasera, se piove di quel che tuona come si suol dire…me la sento scivolare….

