Supermercati e Supersnob


Sto guardando “Che tempo che fa” di ieri sera registrato (cioè con my Sky hd dato che io i comfort ce l’ho tutti, in ordine alfabetico, o meglio alla F mi manca ancora il frigo per cosmetici, alla M il materasso massaggiante i trocanteri e soprattutto alla S lo sventilatore umano che mi fa anche le unghie mentre mi sventola). Allora per Fazio ho sempre nutrito sentimenti ambivalenti. Mi è sempre piaciuto “che tempo che fa”, ho conosciuto personaggi, scrittori, registi, filosofi ecc ecc che magari non avrei altrimenti scoperto. Concordo più o meno con il pensiero di base. Adoro la Littizzetto. Tuttavia non ho mai tollerato quello snobismo spocchioso che è sempre un po’ strisciante.

Tornando alla puntata di ieri sera, Fazio fa un introduzione con lui che adora andare a fare la spesa al supermercato perché gli dà sicurezza, deride a modo suo i negozi di quartiere (gli alimentari) e poi si scaglia contro chi fa la spesa online mentre è a un meeting o in palestra perché toglie semplicità e naturalezza, che poi sono i presupposti della felicità.

Allora caro Fazio, penso che se tu avessi uno stipendio medio, un lavoro normale, pochi aiuti in termini di collaboratori e baby sitter vari, problemi di parcheggio, di scadenze da ricordare, di fisico o peso da mantenere, odieresti andare a fare la spesa in quegli squallidi centri commerciali che poi non hai mai le buste dietro e se hai quelle non hai la moneta per il carrello e se per un caso hai entrambe hai dimenticato a casa il portafoglio e te ne accorgi alla cassa; e devi lasciare la macchina lontanissima che poi non ti ricordi mai dove l’hai messa e vaghi per ore con il carrello che non si sa perché vira sempre tutto da una parte; e dove comunque sei costretto a recarti ad orari improbabili, prima di prendere i figlioli se uno ce l’ha, o di andare dai genitori da accudire per alcuni, e odieresti ritrovartici stanco e sfatto quando mori di fame appena uscito dal lavoro che poi ti ritrovi anche a comprare le salsicce farcite di nutella. Ameresti i negozietti di quartiere soprattutto i miei che mi portano tutto (pur di sopravvivere, bilateralmente intendo). E soprattutto daresti un rene per avere la possibilità di fare la spesa online con uno che ti porta a casa 6 casse d’acqua e una vagonata di prodotti per pulire e carta igienica (e assorbenti ovviamente) perché , mentre tu te ne vai a fare il tuo sport preferito per rilassarti in montagna, dosato sapientemente nello sforzo e nel riposo secondo metodiche zen, altri sono acciaccati da dolori vari e è già tanto se riescono a prendere del brufen in farmacia. Per cui risparmiaci il predicozzo sulla spesa online e, soprattutto, lascia perdere il concetto di felicità. Non parlo di me che prima o poi avrò il mio sventilatore personale. Parlo di chiunque. Perché spesso il concetto di felicità , mio caro Fazio e compari radical chic, può variare notevolmente da persona a persona…

Certo poi, invita Frassica (un genio della comicità, io lo potrei sposare!!!) che dice “io in Corea ci sono stato .. A fare un corso di Coreografia” e gli perdono tutto…