La Gaussiana

Io amo la normalità. Quella che sta in una gaussiana. Mi dà sicurezza. E sopratutto mi rappresenta. Me ne discosto spesso mio malgrado. È più forte di me. Ed ogni volta è un peso, un piccolo strappo , come quando ti strappi un muscolo. Doloroso. Eppure non riesco a non farlo. Vorrei starci incollata su quella campana, vorrei la poltrona d’onore al centro. Senza strapparmi ogni volta.
In questi giorni un’amica si è ammalata. Gravemente. A chi non succede? Di ammalarsi intendo o di avere un amico, amica, compagno, compagna, figli, genitori che si ammalano.
E d io che vivo nella malattia, chi più di me lo sa? E chi non lo ha già vissuto alla mia età? Eppure ogni volta annusare la morte da vicino, più vicino del solito, mi fa male, un male bestia, un male che è difficile starci dentro, ma è nella gaussiana. E se ne parlo con qualcuno mi capisce. Perché è lì, il 68 % + o – 1 mi capisce. E quell intesa mi fa bene. Mi circonda e sono tanti il 68%, ti senti meno sola, ti diluisce quel male acuto.
Lo so che poi di quel 68, al 67,9 non gliene frega una minchia, ed è giusto così in fondo, però in qualche modo siamo tutti lì, nella gaussiana. La curva nord. Quella dei mondiali, dell Italia quando ci giocava ai mondiali, della coppa Barontini a Livorno quando sei a guardarla, della fumata bianca o nera del Papa.

Le diagnosi, le malattie, gli amici che si ammalano , e che non c entrava una cazzo, e che potrebbe succedere a te. E che per non pensarci ti fai un gin tonic anzi due anzi tre, ma non avevo smesso? La paura, l istinto , che farei io? , che farà?. In unica grande gaussiana che ti abbraccia e ti consola.
Come si fa ad aver paura di essere normali?

Un pensiero su “La Gaussiana

  1. “E scrive sui muri
    Noi siamo tutti uguali
    Ma prega nel buio
    La sorte del più debole
    Non tocchi mai a me”

    cantavano nel 2005 i tuoi corregionali Negrita

    E per “sorte del più debole” qui non penso alla povertà estrema, che oggi è difficile (ma non impossibile certo), ma a quella sorte puttana che ti scarica addosso la fine del mondo. Spero non tocchi mai a me, ai miei cari e sinceramente prego non tocchi nessuno, nemmeno il più bastardo sulla terra.

    A proposito di sorte, ti (e vi) consiglio il film “La vita di Chuck”.

    Buona giornata,

    Mauri

    "Mi piace"

Lascia un commento