Carol e molti Martini

Oggi ho visto Carol. Lessi il romanzo molti anni fa, su infinitamente grato consiglio di un’amica conosciuta a Londra.
Mi raccontò che la Highsmith aveva scritto quel romanzo in una notte, eventualità che mi è sempre rimasta addosso, come se tutto fosse possibile, come se anche io, notoriamente smaniosa e di poca resistenza, avrei potuto prima o poi scrivere un romanzo.
Questa non è una recensione a Carol. Questo è solo il mio pomeriggio al cinema, a vedere un film tratto da un libro che ha rappresentato molto per me, subito quando lo lessi e poi per molti anni a venire. Questo è il mio pomeriggio pieno di sentimenti contrastanti, tra la lentezza (voluta?) del film che collima con la lentezza (voluta?) della mia vita, e l’inquietudine e la gioia e il desiderio e i finali che si vorrebbero ma che non si hanno mai….
Ma più che altro è la fantastica Blanchett e quei Martini….
Anche la Rooney è brava ma beve meno.
Nel mio BarTini ho pensato di allestire così una piccola libreria. Carol è il primo libro da mettere in scaffale. Chissà magari prima o poi qualcuno suggerirà di aggiungerne altri. Io vi aspetto e mi godo il silenzio…

La mia prima volta

Questo è in assoluto il primo articolo di un mio primo blog. Ok lo so, l’ammiccamento del titolo è meschino e un po’ patetico, d’altronde il mio editor insiste affinché metta un po’ di sesso nei miei racconti. Scherzo, non ho un editor, ma ho sempre voluto dire una cosa del genere.

Il primo articolo dovrebbe essere importante. Un biglietto da visita. Invece questo non lo sarà. Sto improvvisando pensieri in una sera in cui mi butterei via. O meglio, forse è un biglietto da visita, il biglietto da visita del mio animo.

E in fondo è davvero un po’ come la prima volta.  Molte volte accade perché va fatto, per sbloccarsi, perché altrimenti non ci sara mai una seconda e poi una terza e poi la volta fantastica. Ecco, io spero che questo blog sarà così. Io sento l’impulso di scrivere. Mi piace scrivere, mi diverte, mi sfoga, mi rilassa. Perché non lo fai da sola? si potrebbe obiettare. Esattamente per lo stesso motivo per cui quella “prima volta” non si fa da soli. E va bene, ho bisogno di un pubblico, o meglio, dell’idea di poterlo avere, dato che presumibilmente non mi leggerà nessuno . Facebook mi ha stancato. Io ho bisogno e voglia di scrivere a un pubblico sconosciuto, che non devo necessariamente rivedere due ore dopo al lavoro, o davanti casa. O anche a nessuno a volte, mentre su Facebook hai la certezza che ti vedano.

Insomma questa è stata la mia prima volta, deludente lo so, ma migliorerà…di questo ne sono certa. Pertanto vi aspetto…. al BarTini.